Pierangela Bilotta: L’arte come scrigno di emozioni
Siamo come scrigni, contenitori di memorie e tracce di vita. Alcuni ricordi li custodiamo gelosamente, altri vorremmo lasciarli andare. La pelle porta i segni del tempo, e nel silenzio possiamo decidere cosa mostrare e cosa tenere nascosto.
Così si presenta Pierangela Bilotta, artista che trova nella pittura un rifugio e un mezzo di liberazione. Dipingere su tavolozze le permette di mantenere vivo il colore, di imprimere sulla superficie sensazioni autentiche e indelebili. Il suo gesto creativo nasce prima per se stessa un modo per liberare le emozione, poi per gli altri, per comunicare visioni che parlano al cuore.
Dopo aver avuto il piacere di intervistarla dal vivo, la sua trasparenza emotiva mi ha colpito profondamente. Ma c’è ancora tanto da scoprire. Ecco alcune domande che potrebbero aiutarci ad approfondire la sua arte e il suo mondo interiore:
10 Domande per Pierangela Bilotta
1. Quando hai scoperto che la pittura poteva essere un mezzo di liberazione per te?
L’arte ha sempre fatto parte della mia vita, ho cominciato a disegnare da piccolissima in maniera istintiva e ed ho continuato a disegnare e a dipingere fino a quando ho scoperto al Liceo artistico di essere anche capace di fare scultura, ed e’ proprio la scultura che ho approfondito poi all’Accademie di Brera, ma il momento in cui ho capito che l’arte per me e’ una vera e propria cura quando dopo un lungo periodo di tempo ho smesso di fare arte , in quel lungo periodo durato anni mi sono sentita persa come se una parte di me fosse malata allora ho ricominciato a dipingere e ho cominciato a vivere…
2. Cosa rappresentano per te i colori che usi nelle tue opere?
L’uso del colore e’ molto importante perche’ accentua lo stato d’animo con il quale l’opera si mostra, nei primi anni, in cui ho ricominciato a dipingere, esattamente il 2010, i miei lavori avevano dei colori molto scuri le figure uscivano da sfondi neri in penombra poi i colori sono diventati sempre più chiari e accesi, nelle mie ultime opere sono quasi fluorescenti, come dico io le mie opere adesso sono molto spirituali è come se si fossero purificate e forse è lo stesso percorso che ho fatto anche io…
3. C’è un quadro che più di tutti racconta la tua storia? Se sì, quale?
Ogni opera racconta un momento particolare e insieme dei periodi che ho attraversato, ognuna racconta una storia, uno stato d’animo magari condivisibile quindi penso che siano tutte importanti allo stesso modo.
4. Dipingi prima per te stessa e poi per gli altri: in che modo cambia il tuo approccio nei due momenti?
Quando ho ricominciato a dipingere mi sono promessa di utilizzare l’arte per un mio sfogo personale, per tirare fuori tutto cio’ che non ero in grado di spiegare a parole, per liberare la mia mente e il mio spirito e continuare a stare bene.
Cosi’ facendo mi sono accorta che tutto cio’ che realizzavo era autentico e personale e in qualche modo la gente che viene a vedere le mie opere lo percepisce, in quasi tutte le mostre che ho fatto ci sono state persone che si sono commosse guardando le mie opere, che mi hanno ringraziata per i messaggi ricevuti e altre che hanno provato sensazioni talmente forti da non riuscire a guardare alcune opere, quindi si dipingo per me stessa e di conseguenza anche per gli altri.
5. Qual è la sensazione che provi quando inizi un nuovo dipinto?
E’ un’immersione totale in un mondo parallelo, un alienarsi, penso continuamente a quella visione ci sono momenti in cui continuo a guardare l’immagine non ancora finita aspettando che mi parli e che mi racconti chi e’, alle volte invece ci lavoro per ore perchè la visione è chiarissima e devo portarla a termine.
6. La tua arte ha mai subito trasformazioni legate a un momento particolare della tua vita?
La mia arte segue il mio vissuto ed è cambiata nel corso degli anni proprio come sono cambiata io, nella mia arte parlo di rinascita e di trasformazione ed è quello che
succede continuamente.
7. Cosa significa per te dipingere su tavolozze? È solo un aspetto tecnico o ha un valore più profondo?
Dipingo su legno su delle tavole di multistrato perchè sulla tela non riuscirei a dare gli stessi effetti rispetto alla tecnica che utilizzo.
8. Se potessi racchiudere la tua arte in una sola parola, quale sarebbe e perché?
Io direi “ INTIMISTA” perchè nasce dal profondo dell’anima e perche’ racconta stati d’animo e sentimenti.
9. Vorrei che tu mi parlassi del tuo appunto:
“Silenziose macchie ROSSO SANGUE.
E’ un piccolo disegno che ho realizzato durante le mie lunghe riflessioni mattutine,
racconta il grido silenzioso eppure assordante di una moltitudine di bambini che in questo momento stanno affrontando una guerra loro malgrado.
Stringono tra le mani dei papaveri rossi che rappresentano appunto il sangue versato.
10. Hai mai avuto difficoltà nel mostrare al mondo le tue emozioni attraverso la pittura?
Ho avuto ed ho ancora difficoltà nel raccontare a parole tutto ciò che la mia arte rappresenta, la timidezza e l’insicurezza mi chiudono la gola quando i trovo davanti ad un pubblico e così non riesco mai a raccontare ciò che ho in testa.
