INTERVISTA A MARIA CALENDA a cura di Angela Celeste Pezzuto

L’operatrice sociale che ama “L’INFINITO”

Un amore nato sui banchi di scuola, quello di Maria Calenda per i versi di Giacomo Leopardi. Una passione grazie alla quale scopre la vocazione per la poesia.

Inizia a scrivere così, quasi senza accorgersene. Lo fa per anni. Finché un giorno si rende conto di aver raggiunto un enorme quantità di scritti. Questo fa nascere in lei il desiderio di riunirli e pubblicarli.

Nell’ultimo periodo si è approcciata anche al romanzo, arrivando in poco tempo a pubblicarne tre.

Maria Calenda lavora come operatrice socio-sanitaria e le storie che racconta sono quelle con cui si trova faccia faccia ogni giorno. Storie di fragilità e dolore.

Affronta temi importanti come la violenza sulle donne e la disabilità, offrendoci il suo punto di vista e prestando la sua voce ai più deboli.

Andiamo a scoprila più da vicino.

Ciao Maria, grazie per essere con noi.

Che cosa rappresenta per te la poesia e in che modo la vivi nel tuo quotidiano?

La poesia per me oggi è qualcosa di eccezionale di cui non posso fare più a meno. È qualcosa d’importante che vivo giorno per giorno senza rincorrerla, aspettando che sia lei a raggiungermi.

Qual è lo scritto al quale sei più legata? Commentalo con noi.

La poesia a cui sono più legata è la poesia che ho dedicato a Giulia Cecchettin. Vittima di un amore malato e crudele. È per questo che sono legatissima a quella mia poesia, in cui difendo le donne e i loro diritti

3.Raccontaci il percorso che ti ha portato a decire di pubblicare le tue poesie.

È stato più come un gioco, una sfida con me stessa. È cosi che ho iniziato a scrivere, per la prima volta, a scuola in quei banchi

4.Se dovessi mettere a confronto le tue raccolte di poesie quale sarebbe il filo conduttore e quali, invece, sarebbero le differenze?

Per le raccolte di poesia, che sono tre, il filo conduttore è sempre l’amore. Visto in tanti modi, mentre per le differenze posso dire che, per quanto possano sembrare differenti, uno compensa l’altro o meglio dire uno senza l ‘altro non è nulla.

Qual è stata la soddisfazione più grande che hai avuto come autrice?

La soddisfazione più grande è stata quando ad una premiazione un’insegnante, ritrovandosi nella mia poesia, si è commossa.

Uno dei temi centrali dei tuoi libri è la disabilità. Cos’è per te e perché è importante parlarne?

La disabilità è un tema che mi sta molto a cuore, anche perché tutti i giorni lavoro con loro. Credo sia importante parlarne perché non sempre si da il giusto valore a questo aspetto della vita, quindi credo che parlarne serve per far capire l’importanza.

Quando viene l’ispirazione prendi nota su pezzi di carta o preferisci i dispositivi digitali?

Preferisco scrivere su pezzi di carta.

Nei tuo libri emerge più una visione pessimista o ottimista?

Dipende dal tema ma la maggior parte ottimista.

Che progetti hai per il futuro?

Pubblicare nuovi romanzi affrontando altri temi sociali come Alzheimer , ad esempio.

Grazie per averci regalato il tuo tempo e averci permesso di conoscerti meglio.