INTERVISTA A FLAVIA CELANO a cura di Elena Gianasso

Salve lettori de “Il Soffio”. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Flavia Celano, un’ artista indipendente, riflessiva che compone le sue canzoni con uno strumento che ci fa pensare immediatamente a luoghi esotici: l’ukulele!

Ciao Flavia ti va di raccontare ai nostri lettori, dove vivi e cosa fai nella vita?

Ciao! Vivo a Roma, studio all’Accademia Saint Louis College of Music, mi sto laureando in Songwriting, cioè scrittura di canzoni. Parallelamente, lavoro a miei progetti musicali e pubblico regolarmente singoli. In questo momento sto lavorando a un pezzo nuovo.

Mi ha colpito molto che tu abbia deciso di suonare l’ukulele, come è nata questa passione?

L’ho visto online, mi è piaciuto sia il suono, molto allegro ma all’occorrenza anche non necessariamente, che l’aspetto è la comodità di trasporto, essendo molto piccolo. Ho fatto parte in passato di un duo in cui la mia socia suonava la tastiera, e ogni volta trasportarla era un problema!

Nel panorama musicale italiano attuale chi ascolti ?

Il mio cantautore preferito, che ha cambiato il mio modo di vedere la vita e la scrittura, è Niccolò Fabi. Mi piacciono anche i suoi amici Daniele Silvestri e Max Gazzè e apprezzo molto Fulminacci e i Pinguini tattici nucleari; proprio ieri sera sono stata al concerto.

Amo moltissimo Fiorella Mannoia.

Non amo molto il resto della musica mainstream attuale, la trovo abbastanza banale.

Del passato quali cantanti fanno parte del tuo bagaglio culturale?

I grandi cantautori; De André, Guccini, De Gregori, Battisti, Dalla.

Ascoltando alcuni brani ho percepito la tua spinta ad andare contro gli stereotipi e le aspettative della società, quanto pensi che la musica possa aiutare a prendere coscienza di sé?

Moltissimo, così come anche tutti gli altri tipi di arte. Secondo me il modo più autentico di fare arte è parlare di come ti senti nel profondo, e quindi chi sei, non scrivere a tavolino per vendere.

Occorre spesso molta forza per autodeterminarsi in questa società un po’ confusionaria Hai detto che scrivi di sera al tramonto, hai altri rituali?

È vero, occorre moltissima forza, ma mi crea molto più stress annullare o ridimensionare le mie aspettative per rispondere a quelle degli altri.

Di solito ho l’abitudine di scrivere prima il testo di una canzone e poi la musica, non ho altri particolari rituali.

Qual è il primo strumento che hai suonato?

Il pianoforte. Mi piace, ma mi crea anche molta ansia purtroppo. Perciò lo suono poco in pubblico.

Quello che invece avresti voluto suonare ma non hai mai osato?

La chitarra, ma un po’ non ho mai tempo e un po’ ho paura di imparare uno strumento totalmente da capo, anche se alcuni accordi sono simili a quelli dell’ukulele.

Personalmente credo che esista un legame tra cantautorato e poesia/letteratura.

Il tuo pensiero…

Esiste assolutamente, infatti per me il testo di una canzone è fondamentale. La musica può essere la più bella del mondo, ma se il testo non dice niente di che, o trasmette il messaggio in modo banale, non mi cattura.

Il tuo scrittore preferito?

Non ne ho uno in particolare, di solito leggo di tutto,ma per lo più storie di vita. Non prediligo i generi fantasy, horror e d’azione.

In questi ultimi anni purtroppo non ho letto moltissimo per via del percorso impegnativo che ho scelto. La musica richiede moltissima dedizione.

Definisciti in tre parole come cantautrice.

Spontanea, vera, riflessiva

Nel testo di una canzone come nasce il titolo?

Dipende, io scrivo prima il testo solitamente. Il titolo lo decido alla fine, quando ho chiaro di cosa parla il pezzo.

Quale emozione scaturisce immediatamente in te il bisogno di creare una canzone?

Come dico sempre, ho più urgenza di creare una canzone quando sono triste, o anche solo malinconica o riflessiva. Quando sono felice sono più occupata a godermi l’attimo.

Un pregio?

Sono esattamente come mi vedi

Un difetto?

Sono impulsiva

La tua canzone preferita (tua).

“Sottosopra”, parla di fare quello che vuoi tu della tua vita, senza essere vincolata alle tappe imposte dalla società (matrimonio, figli, posto fisso…)

La tua canzone preferita di un altro artista.

“Costruire” di Niccolò Fabi. Parla di come sia importante rinunciare alla perfezione nella vita, e semplicemente viverla.

Tre oggetti che porteresti su un’isola deserta.

l’ukulele, un taccuino e un libro

Segno zodiacale.

Sagittario. Mi rivedo molto in come viene descritto, è un segno molto libero e indipendente.

Come/dove ti vedi tra 10 anni.

A fare un lavoro che riguardi la musica, insegnante, cantautrice o entrambe.

Grazie Flavia del tempo trascorso insieme e grazie per averci ricordato che è giusto seguire sempre la propria strada e che non è necessario omologarsi.