INTERVISTA A DORA GIACCARI a cura di Angela Celeste Pezzuto

ORDITO GIALLO

Nella sua libreria montagne di libri, montagne di gialli. Solo Gialli.

Il giallo e il thriller sono gli unici generi che suscitano il suo interesse, stimolando la sua mente a sviluppare intricate trame. Dove nulla è mai quel che sembra e il colpo di scena è dietro l’angolo.

La maggior parte delle sue opere è ambientata in America, dove la legislatura ha una struttura complessa ed articolata; questo porta l’autrice a svolgere un minuzioso lavoro di ricerca per rendere le sue storie dettagliate e realistiche.

Il personaggio dal quale tutto nasce è Robert, un detective enigmatico dal passato doloroso e dall’animo tormentato.

Da sempre la passione della lettura, scopre quella della scrittura appena raggiunta la pensione.

Dopo una vita lavorativa frenetica e stressante, i ritmi lenti da pensionata le stanno stretti. Dall’esigenza d’incanalare le sue energie in qualcosa che la stimoli e la faccia sentire viva, nasce quella che diventa per l’autrice, una sorta di vita parallela. Una vita che s’intreccia con quella dei personaggi che crea, andando a confondersi con la realtà; portandola ad instaurare veri e propri dialoghi e alterchi, che generano sentimenti contrastanti verso di loro.

Un processo creativo elaborato e intricato che trova la sua struttura nella suspence e nel mistero.

L’attrazione per le menti contorte e per i lati oscuri dei suoi personaggi è condotta dall’esigenza di comprendere il male e la sua origine. Una sorta di ricerca dove la scrittura diventa il mezzo e non il fine, dove il mistero ci accompagna in ogni pagina, in ogni parola.

Gli unici generi per i quali nutri interesse sono il thriller e il giallo. Da cosa nasce questa attrazione?

La ricerca nasce dalla curiosità di capire cosa realmente si nasconde dietro alle “facciate”, andare oltre l’apparenza è da sempre una mia caratteristica e molte volte mi ha portato a scoprire il lato “oscuro” delle persone.

Buona parte della costruzione delle tue storie è accompagnata da un accurato lavoro di ricerca su tutto ciò che concerne la legislatura americana. Si potrebbe dire che la fase di documentazione è essa stessa una passione?

Si, già la ricerca è appassionante perché porta a nuove conoscenze inaspettate, controverse, spesso discutibili, dal mio punto di vista. Non a caso, nella stesura del racconto, divento io stessa contraddittoria perché scrivo qualcosa che non rientra nei miei ranghi.

. Robert è il fulcro delle tue trame. Un personaggio onnipresente che cattura e affascina con i suoi modi impenetrabili e sfuggenti.

Senza spoilerare, accendi la nostra curiosità svelandoci qualche sfaccettatura in più della sua personalità.

Robert nasce per un caso fortuito. Credo (anzi ne sono certa) di aver rappresentato il mio ideale di uomo: controverso, misterioso, retto e corretto, con un mondo interiore che a volte raggiunge vette inaccessibili ad una mente strettamente legata al terreno, al reale. Sono stati gli stessi lettori ad amarlo e a spronarmi a raccontare delle sue avventure. Un sesto senso particolare, lo porta spesso a visioni che gli anticipano avvenimenti tragici che lo riguardano da vicino. Ha amato e ama una sola donna, non a caso l’unica che “viaggia” nella sua stessa dimensione. Nel mio immaginario lui è il solo che può misurarsi con il “male”. Qui non vado oltre perché a breve ci sarà “L’ULTIMO ATTO” .

.Quando inserisci un nuovo personaggio sai già tutto di lui o impari a conoscerlo nel corso della storia?

Dei nuovi personaggi conosco già la personalità, spesso anche come raffigurarli fisicamente. Durante la narrazione raffino alcuni aspetti o metto in risalto delle caratteristiche che lo faranno ricordare al lettore.

. Con i tuoi personaggi hai un rapporto reale e a volte burrascoso. Che significato assume per il tuo processo creativo la relazione con loro?

Una narrazione che mi porta all’insonnia o a sognarli mentre mi riprendono perché non condividono come procede la storia (non scherzo!). Hai colto nel segno definendolo “burrascoso”, è la controversia che può nascere con persone reali, per me lo sono, dimenticando i “personaggi” di un racconto diventano amici o nemici con cui condivido pensieri, emozioni forti, a volte anche lacrime.

.Dopo anni passati ad inseguire gli occhi della malvagità per scrutarne lo sguardo, quale tra le tue riflessioni vorresti condividere con noi?

L’ultima trilogia è una ricerca sulla genesi del “male”. Ho studiato varie correnti filosofiche, ascoltato tante opinioni, anche le più svariate e strampalate, fino a trarne una mia personalissima. La mia riflessione la leggerete appunto nell’ULTIMO ATTO”, che ormai è alle ultime battute. Ho quasi timore a scrivere il finale, potrebbe essere davvero la fine. Non credo che per un prossimo futuro scriverò ancora di Robert, vorrei misurarmi con qualcosa di diverso, che sia comunque stimolante per la mia mente. Poi sai com’è, mai dire mai…Ti saluto con un “regalo” del prossimo in uscita: La mente è il più affascinante dei misteri…

Grazie mille Celeste, è stato piacevolissimo raccontarmi.

Grazie a te per averci raccontato di te e dei tuoi personaggi.

Ti auguriamo il meglio per il tuo percorso.

Angela Celeste Pezzuto